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Sparatoria a Mannoli, arresti domiciliari per il presunto autore del ferimento di due fratelli

La misura cautelare eseguita dai Carabinieri dopo le indagini sull’episodio del 6 settembre. Il movente della lite resta da accertare

By Redazione 4· Updated 30 Sept 2026
Sparatoria a Mannoli, arresti domiciliari per il presunto autore del ferimento di due fratelli
Sparatoria a Mannoli, arresti domiciliari per il presunto autore del ferimento di due fratelli

I Carabinieri hanno eseguito martedì 29 settembre 2026 un provvedimento di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti del presunto responsabile della sparatoria avvenuta nella notte del 6 settembre nella frazione Mannoli di Santo Stefano in Aspromonte, in provincia di Reggio Calabria. L’uomo è indagato per detenzione e porto illegale di arma da fuoco e per lesioni personali aggravate.

La ricostruzione degli investigatori

Secondo la ricostruzione dei Carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, la sparatoria sarebbe avvenuta al termine di una serata trascorsa nel centro abitato della frazione. Al culmine di una lite, le cui motivazioni sono ancora in corso di accertamento, l’indagato avrebbe estratto un’arma da fuoco ed esploso diversi colpi contro due fratelli del posto, entrambi raggiunti alle gambe.

I due feriti erano stati soccorsi subito dopo l’episodio e trasportati in ospedale per ricevere le cure necessarie.

Le indagini sono partite nell’immediatezza dei fatti. I militari hanno effettuato i rilievi tecnico-scientifici sul luogo della sparatoria e acquisito le prime testimonianze. L’analisi degli elementi raccolti e i successivi riscontri investigativi avrebbero consentito di identificare il presunto autore.

La misura cautelare

Alla luce delle risultanze investigative, l’Autorità giudiziaria ha disposto nei confronti dell’uomo la custodia cautelare agli arresti domiciliari presso la propria abitazione. La misura riguarda le ipotesi di detenzione e porto illegale di arma da fuoco e lesioni personali aggravate.

Restano invece da chiarire le motivazioni della lite che avrebbe preceduto gli spari. Le informazioni disponibili non consentono inoltre di aggiungere elementi sulla provenienza dell’arma o su eventuali ulteriori provvedimenti.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. L’uomo è pertanto da considerarsi non colpevole fino a eventuale sentenza definitiva, come previsto dalla legge.

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