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Allerona, scoperta una gabbia-trappola per la fauna selvatica: denunciato un uomo

Il dispositivo era stato collocato nei pressi di un ricovero per animali da cortile. I Carabinieri Forestali hanno identificato il presunto responsabile e sequestrato la trappola

By Redazione 4· Updated 19 Sept 2026
Allerona, scoperta una gabbia-trappola per la fauna selvatica: denunciato un uomo
Allerona, scoperta una gabbia-trappola per la fauna selvatica: denunciato un uomo

Una gabbia predisposta per la cattura di fauna selvatica è stata individuata dai Carabinieri Forestali di Allerona, in provincia di Terni, durante un’ordinaria attività di controllo del territorio. Il dispositivo, rinvenuto nei pressi di un ricovero per animali da cortile, è risultato idoneo alla cattura di animali selvatici attraverso modalità non consentite dalla normativa vigente.

Dopo il ritrovamento della trappola, i militari hanno avviato una mirata attività di polizia giudiziaria che ha consentito di individuare e identificare il presunto responsabile dell’utilizzo della gabbia.

La denuncia e il sequestro

L’uomo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per la violazione della Legge 157/1992, che vieta l’impiego di trappole e di altri congegni destinati alla cattura della fauna selvatica. L’utilizzo di questi strumenti è considerato una forma di esercizio della caccia attraverso mezzi non consentiti.

La gabbia-trappola è stata sottoposta a sequestro e messa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per gli ulteriori adempimenti di competenza.

Controlli a tutela della fauna

L’intervento si inserisce nel quadro dei servizi di vigilanza svolti dai Carabinieri Forestali per tutelare la fauna selvatica e gli equilibri degli ecosistemi. Particolare attenzione viene riservata alla prevenzione e alla repressione dell’utilizzo di strumenti e modalità di cattura vietati.

I controlli mirano a contrastare le forme di prelievo illegale e a garantire il rispetto delle disposizioni che regolano l’attività venatoria e la protezione del patrimonio faunistico.

La posizione dell’indagato resta al vaglio dell’Autorità Giudiziaria. Fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nei suoi confronti vige il principio della presunzione di innocenza.

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